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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 22 Gennaio 2026

Professionisti nella trattativa, dilettanti in famiglia?

La possibile applicazione dei metodi negoziali all'interno dell'ambiente familiare.

Chi lavora come consulente nel nostro campo lo sa bene: negoziare non è un’attività occasionale, è una pratica quotidiana. Si tratta con i clienti, con i fornitori, talvolta con i collaboratori. E spesso lo si fa senza nemmeno chiamarla “negoziazione”: la vendita di un servizio, l’acquisto di un automezzo aziendale, una richiesta da ridimensionare, una decisione da condividere. E qui ci si sente esperti. Tuttavia, c’è un luogo dove tutto questo diventa improvvisamente più difficile: non lo Studio, non l’ufficio del cliente, ma... la famiglia.È curioso osservare come professionisti esperti, abituati a trattative complesse, possano trovarsi in seria difficoltà nel gestire una discussione familiare. E non perché manchino le competenze, ma perché cambiano le dinamiche emotive, i ruoli, la posta in gioco. Oltre al famoso detto: “Nemo propheta in patria”.Nel lavoro siamo preparati, strutturati, consapevoli dei nostri ruoli. In famiglia entriamo in campo senza particolari difese, ci accompagnano emozioni, aspettative, storie pregresse. Ed è proprio qui che emergono gli stessi errori che vediamo nelle trattative professionali, ma amplificati all’ennesima potenza.Il primo errore è l’atteggiamento mentale: rigidità, convinzione di avere “ragione”, difficoltà ad ascoltare davvero l’altro punto di vista. Ma se nel contesto professionale questi comportamenti generano attriti, in famiglia producono fratture più profonde e, spesso, il dialogo si...

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