È vero che un’economia stagnante, una competizione globale e risorse finanziarie scarse stanno soffocando le nostre legittime aspirazioni, ma cedere al vittimismo non ci aiuta. E se provassimo a immaginare azioni diverse dal navigare a vista? Come ho avuto modo di raccontare nei miei seminari sul marketing, reagire all’attuale (declinante) mercato richiede una conversione intima. Quando la vita, a volte, ci pone dinanzi a una “debacle”, normalmente inizia uno stato di riflessione su di sé. Io non credo che serva il “meditare”, né che ci aiuti il “pensare positivo”. Riflettere significa piegarsi su sé stessi, concentrarsi sul problema allontanandosi dalla possibile soluzione.
Intravedo una sola via d’uscita: il fare, l’agire, quindi l’azione. Ripensare a un processo dinamico di rinnovamento che ci porti a massimizzare le opportunità e ridurre i rischi. Direte: “Antò, ma noi siamo professionisti, non venditori!” È questo il primo ostacolo da superare. L’odierno professionista deve invertire la rotta e cambiare mentalità. Imparare a “vendere”, porre in campo strategie per valorizzare la sua prestazione. Come? Vi regalerò i miei “10 passi per reinventarsi”:
Una prima soluzione sta nella creazione di studi interprofessionali e multidisciplinari ad alta specializzazione. In questo modo sarete in grado di...