Riconosciuta la non imponibilità Iva di un’operazione di esportazione pur in assenza del Movement Reference Number (MRN) stante l’idoneità del fascicolo probatorio alternativo (AWB, DAU, manifesto, POD).
La sentenza della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Lecco 21.05.2026, n. 34 ha offerto un’utile conferma alla tematica relativa alla prova delle cessioni all’esportazione non imponibili (ex art. 8, c. 1, lett. a) D.P.R. 633/1972).Il caso analizzato è nato da una segnalazione dell’Ufficio delle Dogane di Bologna, che aveva annullato alcune operazioni per mancanza della prova telematica di uscita della merce dal territorio unionale (il “risultato di uscita” collegato all’MRN). A fronte del mancato riscontro al questionario, l’Ufficio aveva recuperato l’Iva al 22%, riqualificando la cessione come imponibile.In giudizio la contribuente ha prodotto un articolato fascicolo (AWB e HAWB, bolletta doganale DAU relativa al MRN, manifesto di carico del volo, conferma del cliente estero e Proof of Delivery), invocando la libertà dei mezzi di prova riconosciuta dalla disciplina unionale e dalla giurisprudenza.La Corte ha accolto il ricorso affermando che la destinazione extra-UE dei beni può essere dimostrata anche in assenza della chiusura telematica MRN, purché con elementi oggettivi e provenienti da terzi qualificati. Il pregio della decisione sta nel modo in cui è stato superato l’apparente rigore della Cassazione 12.03.2024, n. 6584, in cui era stata affermata l’inidoneità dei documenti di origine privata a provare l’esportazione (es. fatture, evidenze bancarie) e l’esigenza di fornire mezzi di prova certi e incontrovertibili quali, a...