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ETS ed Enti non commerciali 27 Giugno 2026

Qualifica fiscale dei contributi pubblici per gli ETS

Dal 2026 la distinzione tra sovvenzioni e corrispettivi diventa decisiva per mantenere la qualifica di ente non commerciale.

Dal 2026 gli enti del Terzo settore dovranno applicare un sistema di qualificazione delle entrate più rigoroso rispetto al passato, poiché la natura dei rapporti economici con la pubblica amministrazione inciderà direttamente sul mantenimento della qualifica fiscale. Il Codice del Terzo settore richiede infatti che l’ente verifichi con precisione se le somme ricevute costituiscano un contributo non commerciale oppure un corrispettivo derivante da un’attività remunerata. La distinzione non è formale, ma determina la corretta applicazione del test di prevalenza previsto dall’art. 79, da cui dipende la possibilità di continuare a operare come ente non commerciale.Il legislatore considera non commerciali i contributi pubblici privi di controprestazione, mentre qualifica come commerciali le somme collegate a un servizio reso alla PA. La difficoltà applicativa nasce dal fatto che molti rapporti non rientrano più nelle categorie tradizionali. Le amministrazioni utilizzano strumenti come convenzioni, affidamenti, accordi attuativi e atti di collaborazione che presentano elementi misti, rendendo necessario un esame puntuale delle clausole. La prassi Iva ha individuato nel sinallagma il criterio principale: quando l’amministrazione ottiene un vantaggio diretto e l’ente assume obblighi tipici di un contratto, l’erogazione è un corrispettivo. Tuttavia, questo parametro non è sufficiente per il Terzo settore, poiché il Codice ha introdotto modelli di relazione che...

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