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Gestione d'impresa 16 Novembre 2018

Quando ci troviamo di fronte a una tecnologia “Big Bang disruption”


Una tecnologia viene definita con l’immagine metaforica del termine inglese “Big Bang disruption”, quando consente di costruire offerte economiche innovative per soddisfare la clientela, con soluzioni fino a poco prima inimmaginabili, tali da determinare il crollo verticale delle quote di mercato e della redditività di settori e di modelli di business consolidati da tempo, con un loro immediato ridimensionamento e, infine, la loro inevitabile scomparsa. Si tratta di tecnologie caratterizzate dal risultare migliori, da subito, simultaneamente per essere: 1. di facile accesso da parte di una platea ampia di soggetti; 2. più economiche con prezzi marginali per la caduta dei costi di realizzazione; 3. ampiamente scalabili e personalizzabili sui bisogni della clientela. La loro adozione non incontra particolari barriere in quanto non lascia scampo ai vecchi modelli economici, dando vita a imprese capaci di primeggiare contemporaneamente sui tre assi tipici della concorrenza: costo, differenziazione e nicchia. La loro adozione avviene in tempi brevissimi, con una curva di tipo esponenziale in cui esistono gli utenti-pilota, che partecipano allo sviluppo del prodotto e poi tutti gli altri, anziché il classico sviluppo a campana, che prevede una progressiva adozione da parte dei primi utilizzatori, per passare alla prima maggioranza, poi alla seconda maggioranza per arrivare infine agli ultimi ritardatari. I lettori digitali di musica...

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