Una tecnologia viene definita con l’immagine metaforica del termine inglese “Big Bang disruption”, quando consente di costruire offerte economiche innovative per soddisfare la clientela, con soluzioni fino a poco prima inimmaginabili, tali da determinare il crollo verticale delle quote di mercato e della redditività di settori e di modelli di business consolidati da tempo, con un loro immediato ridimensionamento e, infine, la loro inevitabile scomparsa.
Si tratta di tecnologie caratterizzate dal risultare migliori, da subito, simultaneamente per essere:
1. di facile accesso da parte di una platea ampia di soggetti;
2. più economiche con prezzi marginali per la caduta dei costi di realizzazione;
3. ampiamente scalabili e personalizzabili sui bisogni della clientela.
La loro adozione non incontra particolari barriere in quanto non lascia scampo ai vecchi modelli economici, dando vita a imprese capaci di primeggiare contemporaneamente sui tre assi tipici della concorrenza: costo, differenziazione e nicchia.
La loro adozione avviene in tempi brevissimi, con una curva di tipo esponenziale in cui esistono gli utenti-pilota, che partecipano allo sviluppo del prodotto e poi tutti gli altri, anziché il classico sviluppo a campana, che prevede una progressiva adozione da parte dei primi utilizzatori, per passare alla prima maggioranza, poi alla seconda maggioranza per arrivare infine agli ultimi ritardatari.
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