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Imposte e tasse 18 Gennaio 2023

Quando i prelievi dell’imprenditore rappresentano indizi di evasione

Il prelievo dell’imprenditore individuale per finalità extra gestionali costituisce una movimentazione finanziaria che genera non solo conseguenze sul patrimonio netto della ditta, ma potrebbe anche incidere sulla fiscalità dell’impresa.

Sottocapitalizzazione della ditta individuale - Durante la vita aziendale accade di sovente che il titolare effettui prelevamenti di utili per esigenze strettamente personali, finalizzate al mantenimento personale e familiare. Alla fine dell’anno solare il movimento finanziario assume valenza economica perché viene ridotto il capitale netto in misura corrispondente al prelevamento bancario. Se il titolare della ditta preleva somme eccedenti rispetto a quanto ricavato dall’attività d’impresa si genera una situazione di deficit finanziario. Il processo di sottocapitalizzazione della ditta, oltre a poter suscitare problematiche in termini di rating con il sistema creditizio, potrebbe non solo determinare una parziale indeducibilità degli interessi passivi riferiti a un indebitamento avulso all’attività aziendale, ma anche generare contestazioni del Fisco in merito alla giustificazione, ai tempi, all'ammontare e al contesto complessivo di quanto prelevato. Possibili conseguenze - In tema di accertamento delle imposte sui redditi e alla determinazione del reddito d'impresa, il D.P.R. 29.09.1973, n. 600, all’art. 32, c. 1, n. 2, impone al titolare di reddito d’impresa di considerare ricavi sia i prelevamenti, sia i versamenti su conto corrente, salvo che il contribuente non provi che i versamenti sono registrati in contabilità e che i prelevamenti sono serviti per pagare determinati beneficiari,...

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