Un attore, uno speaker radiofonico, un insegnante, fanno della loro voce il principale strumento di comunicazione.
Ma per un professionista, è importante una bella voce?
Quando Il professionista incontra un cliente o un potenziale cliente, crea una relazione fondamentalmente basata su contenuti, sulla descrizione di un servizio. Già questo è il primo indice di difficoltà, soprattutto perché non vende un prodotto materico, concreto, facilmente visibile. In pratica, deve convincere con le chiacchiere, con le parole.
In questo articolo ci focalizziamo sulla comunicazione “para-verbale”, cioè tutto ciò che implica la nostra voce e come la utilizziamo. La voce è una capacità personale ed innata, spesso legata a suoni o situazioni che abbiamo vissuto non solo nell’infanzia, ma appena l’embrione sviluppa l’udito, all’interno del ventre materno. Tuttavia, questa caratteristica non è immutabile: può essere modificata notevolmente durante la nostra vita.
Ecco i fattori che andremo ad analizzare, con l’obiettivo di capire quali possono essere maggiormente convincenti con i clienti: volume, tono, ritmo, chiarezza, intercalari, pause, inflessioni dialettali.
Volume. Alto, basso, medio, ecc. Parola da evitare è “troppo”. Troppo alto, assorda; troppo basso potrebbe non essere udito o creare uno sforzo all’ascoltatore. Inconsciamente, un volume medio-alto riporta alla mente figure spesso con ruoli importanti come oratori o insegnanti, quindi sarebbe preferibile per creare un maggior effetto carismatico...