Consulenza aziendale, commerciale e marketing
19 Gennaio 2026
Quella carezza della sera
Nel mio ultimo seminario, mi sono soffermato sulle “carezze psicologiche”, quelle attenzioni capaci di nutrire le relazioni. Non immaginavo che un episodio e una canzone si sarebbero intrecciati rivelando un filo invisibile che unisce gli eventi quando siamo pronti a coglierne il senso.
Durante il seminario, si era consumata una scena che mi aveva colpito profondamente. Una signora elegante, dallo sguardo vivace e dal sorriso compiaciuto, aveva preso la parola con un tono che lasciava intendere di voler condividere una verità indiscutibile: "Cosa vuole che le dica dei dipendenti? Dovrebbe vederli! È vero, arrivano puntuali in ufficio... ma sono altrettanto precisi quando devono andar via". Un mormorio aveva attraversato la sala. Alcuni annuivano, altri trattenevano un sorriso mentre lei si appoggiava allo schienale, soddisfatta della sua battuta. Dopo una breve pausa, l’ho guardata. Poi, con un tono disteso, ho lasciato cadere la mia risposta, con fermezza gentile e senza ironia: "Collega, sono d’accordo con lei. Dovrebbero andare via molto prima". In sala era sceso il silenzio. La signora aveva sgranato gli occhi, incredula. Mi sono fatto avanti, per assicurarmi che il messaggio fosse arrivato chiaro, aggiungendo: "Non stavo scherzando. Lo credo profondamente". Quel momento ha cambiato l’atmosfera del seminario. La battuta, nata come critica, si è trasformata in un punto di riflessione. L’aula è diventata più attenta, più ricettiva, più umana. E da lì ho potuto spiegare perché: i nostri collaboratori ci dedicano il loro tempo, e quindi una parte importante della loro esistenza. Una vita che non dovremmo mai ipotecare. Nell’attuale contesto lavorativo, sempre più complesso e competitivo, è fondamentale ricordare che i dipendenti non...