Il regime quote latte è terminato da 4 anni (31.03.2015) ma forse la storia potrebbe venire riscritta per effetto di sentenze nazionali ed europee secondo le quali l’Italia ha sbagliato tutto sin dall’inizio.
Con la notizia pubblicata il 2.07.2019 avevamo riferito del passaggio da Agea a Agenzia Riscossioni delle competenze per il recupero delle somme non versate, ma che potrebbero (dovrebbero) venire bloccate in conseguenza delle predette recentissime sentenze che citiamo nell’ordine temporale:
ordinanza del GIP di Roma 05.06.2019, n. 96592/2016 che ha accertato la inattendibilità e falsità dei dati della produzione lattiera nazionale utilizzati nella gestione del sistema delle quote latte per tutte le campagne dalla prima (1995/1996) all’ultima (2014/2015);
D.M. Mipaaf che, partendo dalle risultanze della predetta ordinanza, istituisce una commissione ministeriale di verifica (la sesta dal 1994 a oggi) chiamata a controllare entro il 31.12.2019 la correttezza di quanto affermato dall’autorità giudiziaria;
sentenza della Corte di Giustizia Europea 27.06.2019 (causa C-348/18) che ha sancito l’inattendibilità dei calcoli eseguiti dall’Italia, applicando criteri in contrasto con i regolamenti comunitari soprattutto nella riassegnazione dei quantitativi di riferimento (quote) non utilizzati (in senso conforme anche le conclusioni dell’avvocato generale della stessa Corte nella causa C-46/18...