Scorrendo le disposizioni contenute nella legge delega si scopre che, in più casi, il soggetto nei cui confronti è necessario rafforzare il rispetto degli obblighi e dei divieti non è il contribuente, ma bensì l’Amministrazione Finanziaria.
Nello specifico, infatti, si deve rafforzare il divieto, già posto a carico dell’Amministrazione Finanziaria, di richiedere ai contribuenti documenti di cui è già in possesso. Al tempo stesso occorre rafforzare l’obbligo, anch’esso già previsto e posto a carico dell’Amministrazione Finanziaria, di motivazione degli atti impositivi.
Quelli appena descritti sono, peraltro elencati fra i principali obiettivi che si pone la legge delega di riforma del sistema fiscale a ulteriore conferma di quanto siano importanti i suddetti temi.
Non è chiaro come si intenda procedere al rafforzamento di un divieto o di un obbligo che, pur essendo già normativamente previsto, non viene, di fatto rispettato. Soprattutto quando l’autore del mancato rispetto non è il cittadino o il contribuente, ma addirittura la stessa Amministrazione Finanziaria che, in quanto non portatrice di interessi particolari e specifici, alla legge dovrebbe sempre attenersi, senza se e senza ma.
Prendiamo, ad esempio, in considerazione quanto previsto in materia di riduzione degli oneri documentali a carico dei contribuenti. Su tale fronte la delega per la riforma fiscale dispone espressamente che tale obiettivo possa essere perseguito “..anche mediante il rafforzamento del divieto, per l’Amministrazione Finanziaria, di richiedere al contribuente documenti già in suo possesso”.
Si tratta di una questione che, specie negli ultimi anni, è stata sollevata più volte soprattutto in tema di aiuti di Stato e di compilazione di alcuni quadri dei modelli dichiarativi.
In tema di revisione dello Statuto del contribuente (L. 212/2000) la legge delega introduce un ulteriore rafforzamento di un preciso obbligo già facente carico all’Amministrazione Finanziaria. Si tratta, nello specifico, dell’obbligo di adeguata motivazione degli atti impositivi. Consapevole delle difficoltà generatesi a causa del non completo rispetto dell’obbligo di motivazione, la delega fiscale prevede espressamente la necessità di “rafforzare l’obbligo di motivazione degli atti impositivi, anche mediante l’indicazione delle prove su cui si fonda la pretesa tributaria”.
Ovviamente per entrambe le situazioni sopra esaminate saranno i successivi decreti attuativi della delega fiscale a dover contestualizzare i principi fissati dal legislatore delegante. Soltanto in quella sede si potrà concretamente capire come si intenderà procedere al rafforzamento del divieto di richiedere al contribuente atti di cui l’Amministrazione Finanziaria è già in possesso o come debba essere in concreto rafforzato l’obbligo di motivazione degli atti impositivi.
In attesa della concreta attuazione di queste disposizioni è comunque importante sottolineare il fatto che tali esigenze sono state ritenute prioritarie e da risolvere.
Nello specifico, infatti, si deve rafforzare il divieto, già posto a carico dell’Amministrazione Finanziaria, di richiedere ai contribuenti documenti di cui è già in possesso. Al tempo stesso occorre rafforzare l’obbligo, anch’esso già previsto e posto a carico dell’Amministrazione Finanziaria, di motivazione degli atti impositivi.
Quelli appena descritti sono, peraltro elencati fra i principali obiettivi che si pone la legge delega di riforma del sistema fiscale a ulteriore conferma di quanto siano importanti i suddetti temi.
Non è chiaro come si intenda procedere al rafforzamento di un divieto o di un obbligo che, pur essendo già normativamente previsto, non viene, di fatto rispettato. Soprattutto quando l’autore del mancato rispetto non è il cittadino o il contribuente, ma addirittura la stessa Amministrazione Finanziaria che, in quanto non portatrice di interessi particolari e specifici, alla legge dovrebbe sempre attenersi, senza se e senza ma.
Prendiamo, ad esempio, in considerazione quanto previsto in materia di riduzione degli oneri documentali a carico dei contribuenti. Su tale fronte la delega per la riforma fiscale dispone espressamente che tale obiettivo possa essere perseguito “..anche mediante il rafforzamento del divieto, per l’Amministrazione Finanziaria, di richiedere al contribuente documenti già in suo possesso”.
Si tratta di una questione che, specie negli ultimi anni, è stata sollevata più volte soprattutto in tema di aiuti di Stato e di compilazione di alcuni quadri dei modelli dichiarativi.
In tema di revisione dello Statuto del contribuente (L. 212/2000) la legge delega introduce un ulteriore rafforzamento di un preciso obbligo già facente carico all’Amministrazione Finanziaria. Si tratta, nello specifico, dell’obbligo di adeguata motivazione degli atti impositivi. Consapevole delle difficoltà generatesi a causa del non completo rispetto dell’obbligo di motivazione, la delega fiscale prevede espressamente la necessità di “rafforzare l’obbligo di motivazione degli atti impositivi, anche mediante l’indicazione delle prove su cui si fonda la pretesa tributaria”.
Ovviamente per entrambe le situazioni sopra esaminate saranno i successivi decreti attuativi della delega fiscale a dover contestualizzare i principi fissati dal legislatore delegante. Soltanto in quella sede si potrà concretamente capire come si intenderà procedere al rafforzamento del divieto di richiedere al contribuente atti di cui l’Amministrazione Finanziaria è già in possesso o come debba essere in concreto rafforzato l’obbligo di motivazione degli atti impositivi.
In attesa della concreta attuazione di queste disposizioni è comunque importante sottolineare il fatto che tali esigenze sono state ritenute prioritarie e da risolvere.
