L'analisi delle dichiarazioni di carattere non finanziario (“DNF”) pubblicate nel 2020 dalle società italiane quotate mostra una crescente seppur lenta integrazione della sostenibilità nella strategia e nella gestione dell'azienda.
In applicazione del D.Lgs. 30.12.2016, n. 254, di recepimento della Direttiva 2014/95/UE (Non-Financial Reporting Directive), gli enti di interesse pubblico (come definiti dall'art. 16, c. 1 D.Lgs. 39/2010, ossia le società emittenti valori mobiliari quotati, le banche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione, qualora superino determinati parametri dimensionali, devono includere nei loro bilanci alcune specifiche informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, alla diversità, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione (le c.d. tematiche ESG – Environment, Social e Governance), per quanto necessario alla comprensione dell'andamento dell'impresa e informazioni sui relativi rischi rilevanti per le imprese stesse.
L'obbligo di emettere la DNF con riferimento agli esercizi iniziati dal 1.01.2017 sia applica agli enti di interesse pubblico, che abbiano avuto, in media, durante l'esercizio finanziario un numero di dipendenti superiore a 500 e alla data di chiusura del bilancio abbiano superato almeno uno di questi parametri:
totale dello stato patrimoniale: € 20.000.000;
totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: € 40.000.000.
In merito alle DNF, la Consob svolge numerose funzioni, alcune delle quali le sono state assegnate espressamente dal D.Lgs. 254/2016 (artt. 8 e 9), altre, di carattere attuativo, sono previste dai regolamenti emanati dalla stessa Autorità di...