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Imposte e tasse 28 Novembre 2018

Reati tributari e rilevanza dei dati di comune esperienza


La prova del dolo specifico di evasione, richiesta per configurare il delitto previsto dall’art. 10 D.Lgs. n. 74/2000 (occultamento o distruzione di documenti contabili), rende indispensabile provare la produzione di un reddito, che può anche essere desunta sulla scorta del canone dell’id quod plerumque accidit (il cosiddetto "senso comune"), dalla circostanza che il contribuente sia, di fatto, titolare di una attività commerciale. Il principio emerge da un intervento della Cass. Pen. III^ Sez. Pen, con la sentenza 16.11.2018, n. 51836. Nella pronuncia si spiegano i criteri metodologici per l'accoglimento dei fattori indiziari nel contesto della raccolta probatoria. Si precisa che, con riferimento alla configurabilità dei reati fiscali, il giudice, onde pervenire al proprio convincimento, si deve pur sempre attenere in maniera rigorosa e puntuale alla osservanza di tutte quelle regole che presiedono all'acquisizione, alla verifica e alla valutazione dei dati probatori acquisiti agli atti d’indagine; ciò nondimeno non può essere negata rilevanza a ulteriori dati ed elementi ontologicamente rilevanti, acquisiti agli atti del processo. In ordine a tali dati, non può essere quindi esclusa un'attività di libera valutazione degli stessi, anche facendo ricorso alle cosiddette “regole d’esperienza” e quindi alla prova per presunzioni in campo penale. Questa nozione ha trovato...

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