Economia 21 Gennaio 2021

Recovery Plan, la ricetta italiana per uscire (in fretta) dalla crisi

Approvata in Consiglio dei Ministri, la piattaforma è pronta per la discussione in Parlamento: analizziamo i punti principali.

Le forti criticità economiche provocate dalla pandemia hanno condotto l'Unione Europea ad approvare il Next Generation Ue, noto come Recovery Fund. Si tratta di un fondo mirato a favorire la ripresa economica europea finanziando i progetti strutturali previsti dai vari Paesi, i cosiddetti Recovery Plan. In Italia il piano, denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 12.01.2021; verrà presentato alla Commissione Europea entro fine aprile, dopo il confronto con Parlamento, istituzioni regionali e locali, forze economiche e sociali. Rispetto alla prima bozza, l'ultima versione del Recovery Plan prevede un aumento dei fondi destinati a istruzione e ricerca, digitalizzazione, innovazione e competitività.
Sono circa 210 miliardi di Euro le risorse allocate complessivamente nel Piano Nazionale e suddivise in 6 "missioni": digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.
Gran parte delle risorse verrà impiegata per favorire l'innovazione e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e delle imprese. L'evidente ritardo italiano in questo settore è tra le cause principali della bassa crescita economica e della debole competitività nazionale. Si prevede la messa in campo di incentivi per le imprese che investono in beni strumentali necessari a un'effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi.
Sono varati progetti a sostegno del Made in Italy, delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche e particolare attenzione è rivolta anche alla cosiddetta “Rivoluzione verde e transizione ecologica” che vede l'impiego di ben 36,4 miliardi, aggiudicandosi quindi la fetta maggiore delle risorse disponibili. I fondi sono destinati a nuovi progetti con lo scopo di conseguire una filiera agroalimentare sostenibile, aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica.
Sono 31,9 miliardi invece le risorse destinate alle infrastrutture. Nel dettaglio, il Piano prevede di potenziare la rete ferroviaria dell'alta velocità e delle ferrovie regionali e la messa in sicurezza e monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti.
Nell'ambito dell'istruzione e ricerca, buona parte delle risorse verrà impiegata in nuovi progetti dedicati all'istruzione professionalizzante, agli istituti tecnici superiori ed al trasferimento tecnologico e sostegno all'innovazione.
I fondi dedicati all'inclusione e coesione sono orientati a soddisfare diversi ambiti: dalle politiche per il lavoro incentrate sull'imprenditoria femminile, al sostegno per le infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore.
Alla salute saranno invece destinati 12,7 miliardi per nuovi progetti che poggeranno su 2 pilastri:
- assistenza di prossimità e telemedicina;
- innovazione, ricerca e digitalizzazione dell'assistenza sanitaria.
Discorso a parte meritano donne, giovani e Mezzogiorno, che non saranno oggetto di una specifica missione, ma saranno priorità trasversali contenute in tutte le missioni del Piano.