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Imposte e tasse 22 Luglio 2022

Recupero dei crediti erariali, le linee guida del Fisco

Tenendo conto anche della modifica all’impianto del “Codice della crisi e dell’insolvenza”, gli uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate dovranno considerare la situazione aziendale e la capienza del debitore, al fine di tutelare l’Erario.

Un paragrafo della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E/2022 piuttosto ignorato dagli operatori, ma da considerare con estrema attenzione e che ben si associa alle recenti modifiche introdotte dal D.Lgs. 83/2022 alla composizione negoziata della crisi, con particolare riferimento i nuovi limiti introdotti con l’art. 25-novies, in tema di segnalazioni dei creditori pubblici qualificati, riguarda la tutela del credito erariale (Agenzia delle Entrate, circolare n. 21/E/2022, § 1.8). Dalla semplice lettura del capitolo, preso atto degli effetti della pandemia Covid-19, emerge chiaramente un maggior impegno che gli uffici periferici dovranno applicare nella valutazione per garantire, da una parte, il miglior recupero delle imposte dovute e non versate, dall’altro, la prosecuzione delle attività di impresa e/o di lavoro autonomo e il mantenimento della forza lavoro. Per l’Agenzia delle Entrate il fattore tempo, quindi, assume rilevanza, in relazione alla concreta probabilità di realizzare il risanamento dell’impresa, anche in termini di riduzione del rischio di aggravamento della crisi. Quasi sicuramente è da questa estrema filosofia, applicata fin troppo rigidamente dalla Pubblica Amministrazione, che è scaturita la disposizione, attualmente sotto osservazione e assai criticata, per cui l’Agenzia delle Entrate ha l’obbligo di segnalare all'imprenditore e, ove esistente, all'organo di...

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