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Imposte e tasse 19 Aprile 2021

Redditi 2021: contraddizioni sull'acquisto di immobili ristrutturati

Le norme sulla detrazione, apparentemente chiare, sono complicate dalle interpretazioni dell'Agenzia delle Entrate che poi si contraddice.

La detrazione per l'acquisto di immobili ristrutturati venne introdotta con l'art. 9 L. 28.12.2001 n. 448 e prorogata negli anni, sino all'introduzione definitiva nell'art. 16-bis del Tuir, i cui presupposti sono abbastanza semplici e così riassumibili: il contribuente può detrarre dalla propria dichiarazione il 50% del 25% delle spese sostenute per acquistare un'unità immobiliare, nella presunzione che il 25% delle spese sostenute sia relativo alle spese di ristrutturazione, sino a un massimo di 96.000 euro. In pratica, se acquisto un alloggio da un'impresa di costruzioni che ha proceduto alla ristrutturazione dell'immobile, avrò diritto di detrarre il 25% della spesa sostenuta: acquisto di unità abitativa (incluso la pertinenza) per 400.000 euro (Iva compresa), spese di ristrutturazione presunte 25%, pari a 100.000 euro, spese di ristrutturazione da indicare in dichiarazione pari a 96.000 euro, da suddividere in 10 rate annuali. Il testo dell'art. 16-bis del Tuir indica inoltre che deve trattarsi di interventi di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, cooperative edilizie e che l'atto di vendita venga stipulato entro 18 mesi dal termine dei lavori; sembra tutto semplice: vado dal notaio, acquisto l'immobile, nell'atto viene indicato di tutto e di più, anche in...

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