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Imposte e tasse 27 Giugno 2023

Reddito d’impresa e spese di rappresentanza

La deducibilità delle spese di rappresentanza è soggetta sia alla verifica del requisito dell’inerenza, sia ai limiti di congruità. Nell’ambito di tali spese, una particolare disciplina è dettata per quelle di vitto e alloggio.

Secondo l'art. 108, c. 2 del Tuir, le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se rispondono ai requisiti di inerenza stabiliti con D.M. MEF 19.11.2008 (in G.U. 15.01.2009) il quale, con riferimento al requisito dell’inerenza, stabilisce che si considerano inerenti, sempreché effettivamente sostenute e documentate, le spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell'obiettivo di generare anche potenzialmente benefici economici per l'impresa o comunque sia coerente con pratiche commerciali di settore. A tal fine il D.M. qualifica come spese di rappresentanza quelle sostenute per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e altre manifestazioni simili che rispondano ai citati criteri di inerenza. Lo stesso art. 108, c. 2 prevede poi un limite quantitativo alla deduzione di tali spese, stabilendo che queste siano commisurate all’ammontare dei ricavi e dei proventi della gestione caratteristica dell’impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta interessato, in misura pari: al 1,5% dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di euro; allo 0,6% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni di euro e fino a 50...

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