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Imposte e tasse 04 Ottobre 2019

Redditometro, l'ultimo accertamento standardizzato

Dopo l'uscita di scena degli studi di settore, continua a sopravvivere il metodo d'indagine sul reddito delle persone fisiche basato essenzialmente sulle spese sostenute, per arrivare alla determinazione presuntiva di un extra reddito.

A partire dal periodo d'imposta in corso al 31.12.2018, l'unica possibilità per il Fisco di determinare il maggior reddito in capo a un contribuente sulla base di una metodologia di tipo statistico-matematica, resta quella prevista espressamente dall'art. 38 D.P.R. 600/1973, nella versione riformulata dal D.L. 78/2010. Considerando i numeri degli accertamenti sintetici emessi negli ultimi anni (soltanto 2.784 nel 2018), si può al tempo stesso tranquillamente affermare che, nella sostanza, gli accertamenti standardizzati sono definitivamente scomparsi dal nostro scenario tributario. Le ragioni dell'estinzione sono molteplici e risalgono a fatti indietro nel tempo. Tra tutte, merita di essere qui segnalata la posizione assunta dalla giurisprudenza della Suprema Corte, secondo cui le presunzioni che assistono tali tipologie di accertamento sarebbero da intendere quali meri indizi di evasione, non in grado di sostenere, se non combinate con altri elementi presuntivi, il vaglio della giustizia tributaria. La c.d. “catastizzazione” del reddito, che in passato è stata utilizzata dall'Amministrazione Finanziaria come la metodologia sistematica di accertamento dei redditi delle imprese e dei lavoratori autonomi, sembra dunque destinata a restare soltanto un ricordo. Oggi dunque l'ultimo accertamento standardizzato che trova ancora domiciliazione nel nostro panorama fiscale è quello disciplinato dall'art. 38, D.P.R....

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