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Imposte e tasse 29 Ottobre 2018

Regime minore al passo del giaguaro nell’UE


Regimi forfetari ad assetto variabile nell’UE. I Paesi dell’Est puntano all’aliquota unica (flat tax), generalmente molto contenuta, mentre quelli più occidentali, pur applicando aliquote sostitutive ai regimi minori e in genere forfetari, tendono a determinare il reddito tassabile utilizzando coefficienti sui ricavi o sul volume d’affari, con applicazione di aliquote ordinarie o di imposte sostitutive. Emerge da un’analisi della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro che ha elaborato le proposte della categoria presentate dal Consiglio nazionale nell’audizione del 12.09.2018 in Commissione finanze e tesoro del Senato. Il documento ricorda, innanzitutto, la presenza del regime forfetario nazionale che è tarato su una soglia massima di ricavi, variabili per categoria di attività da 25.000 a 50.000 euro (ma la manovra dovrebbe innalzare questi tetti, sembra fino a 65.000 euro), con applicazione di taluni coefficienti di redditività (variabili dal 40% all’86% per codice attività) e l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 15% (ridotta al 5% per le imprese di nuova costituzione). Si deve tenere conto, inoltre, di ulteriori condizioni, come l’assenza di lavoro dipendente e di partecipazioni in società personali o associazioni che tassano per trasparenza. La comparazione evidenzia che Paesi come Russia, Bulgaria, Ungheria e Romania prediligono l’applicazione...

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