Regole bancarie non scritte nella concessione di finanziamenti
Nell’impostare un'operazione occorre tenere presente varie prassi operative che spesso costituiscono un vincolo difficilmente superabile, al di là del merito creditizio. Situazioni che trovano radicamento nell’esperienza storica dei contenziosi e nelle politiche di audit e di compliance del settore.
Un'operazione di finanziamento è considerata ottimale quando risponde a 6 parametri: il bilancio presenta indici di solidità e di liquidità buoni; Il conto economico ha un risultato positivo; il cash flow (utile + ammortamenti) è sufficiente a rimborsare il finanziamento richiesto e quelli in essere; la liquidità è finalizzata a investimenti; le garanzie sono ampie; la Centrale rischi non presenta anomalie. Di norma un'operazione rimane fattibile anche se 2 di queste fattispecie presentano criticità. Diversamente l’operazione è "bancabile" solo in presenza di almeno un elemento di eccezionalità. Occorre però tener conto di prassi bancarie non scritte, altrimenti ottenere il finanziamento risulta impossibile, al di là del giudizio di merito. Di seguito alcune casistiche.
Le società di capitali con un bilancio in deficit non sono assistibili nei casi di scioglimento ex art. 2484 C.C. La questione ha un carattere meramente formale, basti pensare a quante Srl sono regolarmente supportate, nonostante abbiano chiaramente perso il capitale per la presenza di crediti o di magazzini dubbi caratterizzati da rotazioni improbabili.
È complesso ottenere un finanziamento finalizzato a consolidare il debito di altre banche. Se il prestito dovesse andare a contenzioso, risulterebbe impossibile per il deliberante salvarsi dall’accusa di avere tolto le castagne dal fuoco a...