RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 28 Dicembre 2022

Regole di deduzione dei compensi amministratori

I compensi erogati agli amministratori di società assumono rilevanza con il criterio di cassa, il quale deve essere applicato con regole differenti in funzione di eventuali altre attività svolte dall’amministratore.

Le somme e i valori in genere percepiti in relazione agli uffici di amministratore sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. L’inclusione dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nell’ambito dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente comporta che, ai fini Irpef, si rendano applicabili le regole contenute nell’art. 51 del Tuir, in base al quale il reddito imponibile: “è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono”. L'art. 95, c. 5 del Tuir dispone che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all'art. 73, c. 1, sono deducibili nell'esercizio in cui sono corrisposti”. Pertanto, affinché il compenso spettante agli amministratori di società sia deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto (e non si debba, quindi, posticipare la deduzione del costo), è necessario saldare il debito entro il 31.12, vale a dire entro l'ultimo giorno del periodo d'imposta. Diversamente, il costo dovrà restare imputato a...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.