In data 29.12.2022, è stata emanata una circolare esplicativa da parte dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli riguardante un caso molto particolare, ma indicativo della modalità operative, anche da adottare per casi similari.
Il caso in questione, sottoposto da un’associazione di categoria all’Agenzia, riguarda la casistica di taluni fabbricanti del settore che esportano birra condizionata verso Paesi terzi in fusti di acciaio aventi varia capacità nominale i quali una volta svuotati di contenuto a destino, per effetto del prelievo diretto del prodotto per la mescita ai consumatori, sono reintrodotti nello Stato.
Infatti, nella spillatura del prodotto, una parte dello stesso non viene aspirato, sicché una parte del prodotto (di varia misura, in funzione della dimensione del fusto) resta inesorabilmente sul fondo: al rientro in Italia, esaurite le formalità doganali, i fusti vengono reintrodotti nella fabbrica e ivi completamente svuotati e sterilizzati per il successivo riutilizzo, i residui di birra, divenuti non idonei al consumo umano, sono sempre avviati all’integrale distruzione presso le fabbriche.
Alcune Agenzie, nell’espletare le pratiche doganali al rientro in Italia, chiedevano di quantificare il residuo di birra e, di conseguenza, di versare le accise corrispondenti.
Poiché tale residuo non ha alcun valore di mercato, essendo destinato alla distruzione, su sollecitazione...