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ETS ed Enti non commerciali 01 Giugno 2026

Rendicontazione costi figurativi nel bilancio degli ETS

La valorizzazione dei costi figurativi è oggi un elemento centrale per la corretta rappresentazione del bilancio degli ETS e per il monitoraggio della qualifica di ente non commerciale ai fini fiscali.

La riforma del Terzo settore ha progressivamente portato alla valorizzazione, anche in chiave contabile, delle risorse “non monetarie” impiegate dagli enti, in particolare il volontariato. In questo quadro si colloca il tema dei costi figurativi, snodo rilevante sia per la corretta rappresentazione del bilancio degli enti del Terzo settore (ETS) sia per la verifica della loro qualifica fiscale.L’art. 13 del CTS richiede agli ETS la redazione del bilancio secondo la modulistica approvata con D.M. 5.03.2020, richiamata anche dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E/2026.Sul piano contenutistico, la stessa circolare precisa che i costi figurativi si riferiscono al valore di beni e risorse utilizzate nello svolgimento dell’attività istituzionale senza generare costi nelle scritture contabili. Tipico esempio sono i volontari iscritti nel registro di cui all’art. 17 del CTS. A loro riguardo viene ribadito quanto già indicato dall’OIC 35: il calcolo del costo figurativo avviene applicando alle ore prestate la retribuzione oraria lorda prevista dai Ccnl ex art. 51 D.Lgs. 81/2015. La circolare sottolinea l’esigenza di una corretta quantificazione e rendicontazione delle ore e dei giorni dedicati all’attività dell’ente.Un ulteriore elemento deriva dal D.M. 107/2021, che disciplina le attività diverse ex art. 6 del CTS. Ai fini del calcolo della soglia del 66% tra ricavi delle attività diverse e costi complessivi dell’ente, devono essere inclusi,...

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