Residenza negli Emirati Arabi: presunzioni e verifiche
Confermato il maxisequestro a un calciatore per evasione fiscale realizzata nelle annualità 2014-2017: giocava ad Abu Dhabi ma aveva mantenuto il proprio centro di interessi altrove.
La Cassazione, con la sentenza 21.10.2020, n. 29095, ha giudicato inammissibile il ricorso di un popolare calciatore contro il maxisequestro del valore di 5,8 milioni di Euro per dichiarazione infedele in riferimento alle annualità dal 2014 al 2017. Il provvedimento disposto nel novembre 2019 dal Gip era stato confermato dal Tribunale del riesame. In quegli anni, infatti, secondo la Corte, se è vero che il calciatore giocava ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi, non aveva però realmente spostato il proprio centro di interessi nel Paese considerato a fiscalità privilegiata.
Ai fini delle imposte sui redditi, si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d'imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza. Ma si considerano altresì residenti, fino a prova contraria, i cittadini trasferiti in Stati a fiscalità privilegiata.
Il Tribunale ha poi preso in esame anche la convenzione sulle doppie imposizioni che, ai fini della residenza, valuta 3 parametri: il possesso di un'abitazione permanente; il centro di interessi vitali; il luogo abituale di soggiorno. Così ricostruito il quadro normativo, l'ordinanza riporta in modo dettagliato tutta una serie di indicatori sfavorevoli al ricorrente: il mancato trasferimento della residenza di moglie e figli che frequentavano la scuola in Italia; il versamento di contributi per...