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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 21 Marzo 2026

Resistenza al cambiamento e paura organizzativa

Leadership nei tempi incerti: una lettura sistemica del comportamento per capire cosa blocca i nostri collaboratori.

Non hanno funzionato gli incontri pubblici, né un programma di benessere di 12 mesi e nemmeno un costoso oratore motivazionale. Il nostro team all’apparenza sembra impegnato, ma quando si arriva al dunque, ecco che tutto torna al punto di partenza. Eppure, quella che sembra apatia non è quasi mai pigrizia e quella che sembra resistenza solo di rado nasconde una sfida. In realtà, ciò che si osserva è un sistema nervoso in modalità di allerta, perché la stanchezza da cambiamento è in realtà stanchezza da paura.Dipende dal modo in cui lavora il cervello umano, che non è programmato per distinguere tra una minaccia fisica e una organizzativa. La nostra amigdala, il centro della paura nel cervello, non è in grado di distinguere tra il pericolo di un’auto che ci sta investendo e quello di una riorganizzazione: percepisce le esperienze come sicure o mortali. Una volta in modalità minaccia, l'attenzione si restringe, la parte del cervello dedicata alle soluzioni creative e alla collaborazione si disattiva ed entrano in funzione i protocolli di autodifesa. L’evento scatenante potrebbe essere di qualsiasi tipo: l’adozione dell’Intelligenza artificiale, una ridistribuzione dei ruoli e mansioni, un nuovo vertice aziendale o una priorità in continuo cambiamento. A fronte di questo, il sistema nervoso attiva una risposta di paura: immobilizzarsi, adulare, combattere o evitare. Per un cervello in preda alla paura, sembra più sicuro resistere esteriormente al...

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