Economia 29 Dicembre 2020

Restituzioni o meno

Tra piano cashback e debito pubblico, senza dimenticare le linee guida Ue sulla destinazione delle risorse straordinarie Covid.

Restituzione: potremmo, con qualche licenza, tradurre così il cashback, l’opportunità che sta appassionando milioni di italiani, almeno quelli che posseggono un minimo di conoscenza digitale e che hanno iniziato a sperimentare l’ebbrezza dello sconto sulle spese. Accanto alla lotteria degli scontrini, tutto a me sembra francamente una specie di gioco che avrà forse qualche effetto positivo sulla propensione all’utilizzo di strumenti di tracciabilità dei pagamenti, anche se vedo che la maggior parte delle operazioni sono effettuate in punti che la tracciabilità di scontrino l’hanno da sempre adottata. Facendo un po’ di conti, tra gli utilizzatori si possono escludere i digitali veri, i ragazzi fino a 18 anni per naturale carenza sia di liquidi sia di carte di credito; una certa quota di “ragazzi” fino a 30 anni, che sempre più spesso faticano a trovare un reddito mensile, e molti anziani, che hanno poca dimestichezza con gli smartphone e le loro innumerevoli applicazioni. Rimangono i cosiddetti adulti con reddito, naturalmente non tutti, che nella fase natalizia sono riusciti con molte difficoltà a scaricare l’app IO e a caricare i metodi di pagamento che ora stanno moltiplicando le operazioni, sperando di agguantare il cashback. Un gioco non per tutti. Non mi sembra, invece, un gioco l’altra restituzione, la montagna di soldi che arriveranno, la maggior parte a prestito,...

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