Il prestigioso ruolo di giudice tributario, da sempre ricoperto dai magistrati e dai pubblici dipendenti, viene svolto anche dai revisori legali, iscritti nel registro da oltre un quinquennio, e dai commercialisti, iscritti all’albo da almeno un decennio.
L’accesso a questa forma di carriera avviene mediante la pubblicazione di un concorso pubblico per soli titoli, verificati da una commissione nominata dal Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria, con attività di controllo dei titoli professionali dichiarati nella domanda per la nomina di componente della commissione tributaria provinciale e regionale.
Tra le ipotesi di incompatibilità, in cui può incorrere un commercialista, si menziona quella indicata all’art. 8, lett. i) D.Lgs. n. 545/1992 che dispone testualmente il divieto di assumere l’incarico di giudice tributario per “coloro che in qualsiasi forma, anche se in modo saltuario o accessorio ad altra prestazione, esercitano la consulenza tributaria, ovvero l'assistenza o la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l'amministrazione finanziaria o nelle controversie di carattere tributario”.
Successivamente, l’art. 11, lett. d) D.Lgs. 156/2015 ha previsto che le parole "esercitano la consulenza tributaria" vengano sostituite dalle seguenti: “direttamente o attraverso forme associative, esercitano l'attività di consulenza tributaria”.
Per tale...