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Revisione 25 Gennaio 2021

Revisori e sindaci nel Paese dei mille campanili

La pietra tombale sulle nomine effettuate in ottemperanza della legge, ma superate dalle deroghe straordinarie Covid, rappresenta uno dei tanti esempi del pressapochismo che governa decisioni cruciali per l'economia del Paese.

In un precedente intervento si segnalava, sulla materia della disciplina degli organi di controllo delle Srl, e quindi della maggioranza delle PMI Italiane, un assoluto disinteresse del legislatore e una sostanziale latitanza della dottrina, incapace di assumere posizioni unitarie. L’anno 2020, primo del Covid-19, è concluso senza nulla di chiaro per gli organi di controllo e anzi con florilegio di opinioni, risposte e documenti che hanno detto tutto e il contrario di tutto. Un esempio lampante del disorientamento è la risposta all'interrogazione parlamentare 15.10.2020, n. 3-01842, cui ha fatto seguito una risposta dell’Ufficio del coordinamento legislativo del MEF, nelle quali viene fornita un’interpretazione sconcertante dello stato dell’arte del rapporto tra gli artt. 2477 C.C. e 379 della riforma della Crisi di impresa e dell'insolvenza, dopo che si sono succedute nel tempo varie proroghe.
In pratica, è stato affermato che chi ha effettuato le nomine nelle nano imprese prima della pubblicazione della proroga dell’art. 51-bis D.L. 34/2020 all’approvazione del bilancio relativo al 2021, non può interrompere nemmeno consensualmente gli incarichi attribuiti; al contrario, chi è rimasto inerte in violazione della precedente normativa potrà legittimamente nominare l’organo di controllo nella primavera-estate del 2022. Contemporaneamente alla risposta, il documento della Fondazione Commercialisti ha fatto propria l’interpretazione della risposta a interrogazione.
Un lettore non tecnico, a fronte di tale affermazione, parlerebbe di ingiustificata disparità di trattamento, per giunta suffragata da una produzione normativa ondivaga, incoerente e non coordinata. Il lettore tecnico resta sconcertato e si pone la domanda di quale sia la logica di una tale interpretazione, la cui rigorosità stride con il clima di emergenza che sta vivendo il Paese; tale atteggiamento dimostra che chi legifera e interpreta dimentica le imprese, la concertazione preventiva con gli organismi tecnici, con le associazioni professionali e non legge gli indirizzi dottrinali prevalenti. La presunzione del burocrate non può andare oltre il buon senso e porsi in totale incapacità di prendere atto che, su questo argomento, è stato fatto scempio della certezza del diritto. L’orientamento di certa dottrina (ex multis Il Sole 24Ore del 28.12.2020 - Pagina Professioni) dimostra sempre di più un’inspiegabile, scarsa attenzione ai veri problemi sul tavolo delle imprese e dei professionisti, invocando l’inizio dei controlli del MEF sui revisori, quando tutti i revisori, nessuno escluso, constatano un palese sovradimensionamento degli ISA rispetto alle nano imprese. Il lettore tecnico, durante le festività natalizie, ha poi preso atto che lo IAASB (lo standard setter dei principi di revisione internazionali) sta valutando di elaborare un principio, avulso dagli ISA, per permettere una gestione della revisione delle nano imprese meno gravosa e meno impegnativa dal punto di vista documentale.
Questa notizia, questo logico ripensamento dovrebbe indurre tutti, dottrina, rappresentanti di categoria, legislatore, Ministeri, a prendere atto che, a causa della continua evoluzione tecnica, della pandemia, delle difficoltà a riunirsi ed effettuare le verifiche in loco, non ci sono le condizioni per imporre a imprese scarsamente strutturate dal punto di vista amministrativo, contabile e organizzativo un organo di controllo. Occorre anche prendere atto che non ci sono le condizioni per far entrare in vigore le procedure di allerta del nuovo Codice della Crisi di impresa dal 1.09.2021.
Occorre prendere atto, invece, che esistono le condizioni, che sono ampiamente motivate, per una nuova normativa, coordinata e concertata, che ritorni a dare coerenza al sistema dei controlli e lo faccia con una decorrenza post approvazione del bilancio relativo al 2021. È purtroppo ormai diventato noto, dopo il Vax Day, che il 2021 sarà l’anno 2 del Covid-19 e che solo il 2022 sarà il primo anno “normale”, senza influenza della pandemia. Non è necessaria alcuna ulteriore riflessione; occorre semplicemente lavorare, liberandosi da difese di posizioni preconcette e insostenibili, per il bene delle imprese e dei professionisti e del tessuto economico nazionale.