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Imposte e tasse 22 Luglio 2021

Ricavi occultati comprensivi di Iva

Secondo la Corte di Giustizia UE, in base al principio di neutralità tali importi devono ritenersi comprensivi anche dell'imposta.

Uno dei principi cardine su cui si fonda il sistema dell'Iva è quello della cosiddetta neutralità. In pratica, l'imposta non incide sulla capacità contributiva del soggetto passivo ma su una sua manifestazione, ossia i consumi e per questa ragione deve gravare esclusivamente sull'utilizzatore finale dei beni o dei servizi. Questo principio implica che, in ogni fase della commercializzazione di un bene o di un servizio, l'imposta non deve mai incidere se non, come già detto, sul consumatore finale. Trattandosi di imposta di matrice europea, tale principio è stato disciplinato dalla normativa UE e ribadito a più riprese dalla giurisprudenza comunitaria. Tuttavia, in fase di accertamento, accade spesso che l'Agenzia delle Entrate utilizzi i maggiori ricavi come base imponibile su cui calcolare la maggiore Iva. Questo schema costituisce di fatto una regola, a meno che non sussistano condizioni inequivocabili per ritenere esenti da Iva i maggiori valori imponibili accertati. La Corte di Giustizia UE, nella risoluzione della causa C-521/19, fornisce un importante spunto interpretativo. La causa aveva a oggetto un'operazione tra 2 soggetti passivi d'imposta (spagnoli) in cui erano emersi corrispettivi percepiti e non dichiarati da una delle parti. L'Agenzia tributaria spagnola aveva accertato i maggiori ricavi ai fini delle imposte sui redditi utilizzandoli anche quale base imponibile per l'addebito...

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