Le vicende che hanno caratterizzato i recuperi del Fisco sul credito d'imposta per le spese di ricerca e sviluppo, rischiano di riproporsi, in maniera del tutto speculare, quando inizieranno le verifiche sul superbonus e sulle altre detrazioni edilizie oggetto di cessione a terzi e sconto in fattura.
In uno scenario del genere, anche la soluzione legislativa contenuta nell'art. 5 D.L. 146/2021 (c.d. Decreto fisco e lavoro) dovrebbe essere letta con attenzione soprattutto in un'ottica futura.
Si tratta di considerazioni che trovano un loro fondamento, anche giuridico, sulla base dei numerosi tratti in comune delle 2 agevolazioni fiscali. Caratteristiche simili che lasciano intravedere, se non interverranno nuove e diverse direttive agli uffici preposti ai controlli, un destino comune, clamore mediatico compreso.
Venendo ai principali punti di contatto fra le 2 agevolazioni, non si può non considerare, in prima battuta, come entrambe siano caratterizzate da una disciplina istitutiva e da requisiti e connotati tecnici di estrema complessità.
Si tratta di tematiche per la cui valutazione sono necessarie competenze specifiche ulteriori rispetto a quelle possedute dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. Nell'ambito delle attività di ricerca e sviluppo, tali competenze tecniche appartengono al Ministero dello Sviluppo Economico, mentre nell'ambito dei bonus per i lavori edilizi gli enti in possesso di tali...