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Imposte e tasse 25 Luglio 2022

Ricerca, sviluppo e innovazione, una storia di agevolazioni fiscali

Il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria e un paio di rimedi difensivi per il contribuente.

La legge di Bilancio 2015, sostituendo l’art. 3 del Decreto c.d. Destinazione Italia, ha introdotto il credito di imposta per attività di ricerca e di sviluppo, fissando con il D.M. 27.05.2015 MISE – MEF le regole per le imprese. Questa agevolazione di indubbia portata ha però generato non pochi problemi alle imprese a seguito delle verifiche fiscali effettuate dall’Amministrazione Finanziaria, peraltro intensificate nell’anno 2021, che hanno portato a contestazioni sia di natura amministrativa che penale, qualora, in quest’ultimo caso, il credito di imposta utilizzato in compensazione fosse stato di importo superiore a € 50.000. La situazione ha trovato uniformità di comportamento dell’A.F. che si è manifestata nel recupero dei crediti di imposta con motivazioni in fatto e diritto che sono a oggi sotto l’esame delle commissioni tributarie. In particolare nella formazione dei rilievi l’A.F. ha utilizzato, quale strumento interpretativo per individuare le attività agevolabili e i relativi requisiti, i criteri riportati nel c.d. Manuale di Frascati e ha ricercato se il progetto presentasse i requisiti della novità, creatività, incertezza, sistematicità, trasferibilità/riproducibilità. E’ però accaduto che nel formulare i rilievi, l’A.F. è giocoforza entrata anche negli aspetti tecnici dell’innovazione, pur non avendo la...

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