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Gestione d'impresa 23 Gennaio 2020

Ricezione di fattura elettronica non corretta: cosa fare?

Dopo le necessarie verifiche di natura sostanziale e formale, gli eventuali errori devono essere indicati al fornitore.

Come noto, le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti tramite SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti sono considerate non emesse. Una volta che il file della fattura elettronica è stato trasmesso, il sistema esegue alcuni controlli e se tali controlli sono superati, trasmette il file all'indirizzo telematico presente nella fattura. Il Sistema di Interscambio svolge i seguenti controlli: - verifica che siano presenti almeno le informazioni minime obbligatorie per legge (art. 21 e 21-bis D.P.R. 633/1972), cioè, in generale, gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione di natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, l'imponibile, l'aliquota e l'Iva; - verifica che i valori della partita Iva del fornitore (cedente/prestatore) e della partita Iva oppure del codice fiscale del cliente (cessionario/committente) siano esistenti, cioè presenti in Anagrafe Tributaria; - verifica che sia inserito in fattura l'indirizzo telematico dove recapitare il file, cioè che sia almeno compilato il campo "Codice Destinatario"; - verifica che ci sia coerenza tra i valori dell'imponibile, dell'aliquota e dell'Iva (per esempio, se l'imponibile è 100 euro, l'aliquota è 22%, l'Iva sia di 22 euro). Se uno o più dei controlli sopra descritti non va a buon fine, lo SdI...

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