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IVA 02 Luglio 2026

Rideterminazione base imponibile Iva nelle operazioni permutative

Evoluzione dal valore normale al criterio dei costi e successivo passaggio al valore contrattuale con limite minimo.

L’art. 1 D.L. 38/2026, convertito nella L. 88/2026, interviene sulla disciplina della base imponibile Iva nelle operazioni permutative e nelle dazioni in pagamento, modificando la regola contenuta nell’art. 13, c. 2, lett. d) D.P.R. 633/1972, nonché la corrispondente disposizione del nuovo Testo unico Iva (D.Lgs. 10/2026). La norma si colloca all’interno di un percorso evolutivo già avviato dal legislatore e strettamente connesso alle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza unionale.Nel regime originario, la determinazione della base imponibile nelle operazioni permutative era ancorata al valore normale dei beni o servizi scambiati. Tale criterio è stato progressivamente messo in discussione in sede europea, in quanto ritenuto non coerente con i principi della direttiva Iva, che privilegiano un approccio fondato sul valore effettivo dell’operazione, salvo specifiche ipotesi di rapporti tra parti correlate.In una prima fase, il legislatore nazionale è intervenuto con la legge di Bilancio 2026 (art. 1, cc. 138 e 139 L. 199/2025), sostituendo il valore normale con il valore determinato sulla base dei costi sostenuti, nel tentativo di allineare la disciplina interna ai principi elaborati dalla Corte di giustizia. Tale soluzione, tuttavia, manteneva una logica oggettiva e interna all’impresa, non pienamente coincidente con il criterio del valore soggettivo effettivamente attribuito dalle parti allo scambio.L’art. 1 D.L. 38/2026 completa questo percorso,...

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