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Imposte e tasse 15 Aprile 2019

Riduzione aliquote IRES, è tutta festa?


Il Decreto Crescita dispone una riduzione facoltativa dell'aliquota IRES sui nuovi utili che comporta una riduzione progressiva fino a raggiungere nel 2022, per i soggetti solari, il 20% dall'attuale 24%. Bene quindi? Ma non per tutti. Vediamo perché. I principi contabili (IAS12, par. 47 e OIC 25, par. 45 e 91) richiedono di calcolare le DTA e le DTL con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività o sarà estinta la passività sulla base delle aliquote fiscali (e della normativa fiscale) vigenti o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio. Il paragrafo 49 dello IAS 12 aggiunge che quando le aliquote fiscali variano in base al livello del reddito imponibile, il valore delle attività e delle passività fiscali differite si calcola utilizzando le aliquote medie che si prevede saranno applicabili sul reddito imponibile (perdita fiscale) degli esercizi nei quali si prevede che le differenze temporanee si annulleranno. Le imprese, e le banche, che hanno accumulato ingenti stock di imposte anticipate (DTA) potrebbero quindi essere tenute a svalutare le DTA nel caso di una riduzione di aliquota, anche se, come ora avviene, la riduzione di aliquote è solo enunciata dalla legge, ma rinviata a un futuro neanche prossimo. L'ultimo taglio dell'aliquota IRES (legge di Bilancio 2017) ha provocato un tale shock sui patrimoni delle...

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