Ma in sostanza e in sintesi, cosa si chiede?
- Il coinvolgimento dei commercialisti nel processo di formazione e revisione delle norme tributarie, poiché nella maggioranza dei casi le norme vengono scritte da coloro che nulla sanno delle conseguenze della ricaduta sulla scrivania delle norme stesse; in parole povere si chiede giustamente che nello studio del rifacimento del tetto venga resa partecipe anche l’impresa che esegue i lavori, ad evitare che, smantellato il tetto e prima di realizzare il nuovo, l’impresa si faccia viva dicendo che è impossibile e che bisogna riprogettare il tutto e di qui anche l’esigenza di tavoli di confronto con il MEF e l’Agenzia delle Entrate.
- Una semplificazione normativa, con la predisposizione di “Codici Tributari” per le singole imposte, uniformando invece le fasi di controllo, accertamento, riscossione e sanzioni in un unico schema generale, una revisione complessiva del calendario fiscale che oggi è la conseguenza di un quadro normativo disorganico; in materia di Irpef si chiede una soglia di esenzione più alta per i giovani, una riduzione di deduzioni e detrazioni, mentre per l’Irap si sottolinea che tale tributo è ormai superato.
- L’eliminazione di tributi di modesta entità e di scarso gettito, un adeguato mix fra imposizione diretta e indiretta, un piano di pagamento straordinario di debiti fiscali e contributivi in considerazione delle conseguenze prima dell’emergenza pandemica e poi quelle derivanti dai rincari energetici.
- La messa a regime del credito di imposta sugli investimenti, dell’ACE, il sostegno delle esportazioni, la decontribuzione per l’assunzione di personale a tempo indeterminato, il mantenimento delle misure per l’efficientamento energetico, una moratoria estiva dagli adempimenti con scadenza attualmente da agosto al 10.09, la sospensione dell’invio delle comunicazioni 36-bis e 36-ter e delle comunicazioni di compliance nei mesi da giugno ad agosto.
Così come avrei richiesto che nel caso di presentazione di un’istanza in autotutela i termini per proporre ricorso vengano rinviati di 60 giorni dalla comunicazione di diniego da parte dell’ufficio: recentemente alcune istanze di autotutela non hanno ricevuto riscontro se non dopo la notifica del ricorso in mediazione via PEC all’ufficio.
Avrei calcato ancora di più la mano anche per altri aspetti sui quali non scendo nel dettaglio.
