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Imposte e tasse 28 Settembre 2023

Riforma fiscale: anche l'Iva vuole la sua parte

Presupposti dell’imposta più aderenti alla normativa UE; revisione dell’esenzione e della detrazione; razionalizzazione delle aliquote, del gruppo Iva e della disciplina degli enti del Terzo settore; riduzione dell’Iva sulle opere d’arte.

La riforma fiscale (L. 111/2023) non dimentica l’Iva cui è dedicato interamente l’art. 7. L’impostazione risente della forte evasione che caratterizza l’imposta (seconda imposta evasa in Italia e al primo posto come Iva nell’UE) e della dipendenza dalla disciplina eurocomunitaria. La delega specifica, anzitutto, che i presupposti dell’imposta vanno resi più aderenti alla normativa dell’Unione Europea e, quindi, ai principi di neutralità, nesso diretto tra operazioni a monte e a valle, proporzionalità delle sanzioni.

L’esenzione sarà rivista individuando le operazioni con facoltà di opzione per l’imponibilità Iva in particolare per quelle immobiliari.
Anche il sistema delle aliquote Iva sarà rivisto, sempre in linea con i parametri UE, e forse vedremo comparire, per taluni beni e servizi, anche l’aliquota zero. Saranno individuati criteri più oggettivi per formare le tabelle delle aliquote che faranno riferimento a nomenclatura combinata e codici statistici.
Un punto specifico della delega riguarda l’Iva sull’importazione di opere d’arte che sarà opportunamente ridotta, così come l’aliquota sulla cessione degli oggetti d’arte, di antiquariato, da collezione.

La detrazione dovrà tenere conto dell’effettivo utilizzo dei beni e dei servizi impiegati ai fini delle operazioni soggette all’imposta. Subirà, quindi, una sostanziale modifica il criterio del pro-rata generale e si darà la possibilità di applicare il pro-rata di detraibilità ai soli beni e servizi utilizzati da un soggetto passivo sia per operazioni che danno diritto a detrazione sia per operazioni che non danno tale diritto.
Verrà espressamente previsto che quando l’esigibilità dell’imposta si verifica nell’anno precedente a quello di ricezione della fattura, il diritto alla detrazione può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui la fattura è ricevuta.
Anche nel settore immobiliare ci sarà una maggiore possibilità di esercitare la detrazione in coerenza con l’utilizzo dei fabbricati ancorché abitativi.

Potrebbe essere semplificata la disciplina del Gruppo Iva eliminando il criterio “all in, all out”.
Infine, si prospetta un intervento di razionalizzazione e semplificazione della disciplina Iva riservata agli enti del Terzo settore con particolare riguardo alle regole già previste per il 2024. Per tali enti dal 2024, infatti, le operazioni a favore dei soci dovrebbero ricadere in ambito Iva, anche se in esenzione, per ragioni di coordinamento con la disciplina UE.