Riforma fiscale e diritti del contribuente: tutto da rivedere
Lo Statuto del Contribuente recita “I rapporti tra contribuente e Amministrazione Finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede”; tuttavia ho l’impressione che ora sia un rapporto vessatorio.
Gli avvisi bonari – il computer stampa e l’Agenzia manda la comunicazione
L'art. 6, c. 5 dello Statuto prevede che, prima dell’iscrizione a ruolo di importi derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, l’Amministrazione Finanziaria debba invitare il contribuente a fornire chiarimenti o produrre documenti mancanti: questo è il cosiddetto “avviso bonario”.
In taluni casi (a me è capitato per un ente non commerciale), venivano ripresi a tassazione un centinaio di migliaia di euro, indicando nell’avviso Rigo RXX - importo dichiarato - importo accertato; il problema è che in quel rigo confluivano un bel po' di oneri deducibili, sicché pur cercando le “combinazioni” degli importi non era dato sapere cosa fosse stato recuperato. Dopodiché tutto si è risolto in autotutela, scelta adottata dall’ufficio, ma ancora oggi rimane la curiosità di sapere quali fossero i presunti analitici recuperi.
Gli avvisi di accertamento e le cartelle di pagamento
Caso 1 - Ad un nostro assistito è stato notificato un avviso di accertamento in quanto avrebbe pagato il superbollo nel mese di settembre 2020, mentre secondo quanto indicato nell’avviso la scadenza corrispondeva al mese di gennaio 2020. Il veicolo in questione era stato comprato usato (che è esente da superbollo e da bollo) dal concessionario e l’acquirente ha provveduto...