Come distinguere un operatore economico da un consumatore privato? La prima risposta è: chiediamogli se ha la partita IVA. Ma siamo sicuri che il possesso del numero ci consenta di dirimere tutti i casi controversi?
Questa, in estrema sintesi, la domanda che si è posta l’AIDC affrontando il tema della rilevanza della partita IVA e del Vies. E la risposta è che l’identificazione IVA (o Vies) non è dirimente.
L’Associazione dei dottori commercialisti ci ricorda la definizione di soggetto passivo, che si rinviene nell’art. 9 della Direttiva IVA n. 112/2006. Il soggetto passivo è "chiunque esercita, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un'attività economica, indipendentemente dallo scopo o dai risultati di detta attività". Tra i requisiti qualificanti non vi è l’attribuzione di un numero di registrazione. E che non si tratti di una dimenticanza lo dimostra la proposta di modifica della Direttiva, Doc. Com. 4.10.2017, n. 569, che va nel senso di dare rilevanza sostanziale all’identificativo IVA, ma solo per i beni.
E’ vero che tale numero è un elemento importante del sistema IVA, giacché la stessa Direttiva stabilisce poi l'obbligo del soggetto passivo di dichiarare l'inizio attività e le successive variazioni, attribuendo agli Stati membri il compito di far sì che ogni soggetto passivo sia identificato attraverso un numero...