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Imposte e tasse 30 Dicembre 2021

Rimborsi esenti ai telelavoratori e smart workers

La risposta all'interpello n. 798 sancisce la possibilità di un istituto scolastico di rimborsare agli insegnanti alcune quote di costi determinate con metodologie statistiche o tramite ricerche di mercato. Si può generalizzare la risposta?

Un istituto scolastico ha accordato un rimborso spese agli insegnanti in DAD. Diciamo subito che l’importo del rimborso, come descritto nell’interpello 798/2021, non è particolarmente elevato in quanto soggetto a un tetto di € 520. Il rimborso è accordato a fronte di spese sostenute dagli insegnanti, quali carta, toner, dotazioni IT, connessione Internet. Secondo l’istante, i costi in questione sono risparmiati dall’istituto in quanto sostenuti dal personale. L’istante segnala l’impossibilità di determinare i costi in maniera diretta. Tuttavia, i costi sono stati determinati con metodologia statistiche e in parte sulla base delle ricerche di mercato. Il metodo adottato ha, quindi, permesso, ad esempio, di dare una valutazione oggettiva al valore orario dell’utilizzo della dotazione IT. La richiesta dell’istante è finalizzata ad escludere dalla base imponibile dei dipendenti l’importo a essi rimborsato per le spese sostenute per eseguire l’attività di telelavoro/smart working. Il nocciolo del problema risiede nel principio di onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente (art. 51 del Tuir). La norma prevede l’assoggettamento a tassazione di tutte le somme corrisposte ai dipendenti, nonché di tutti i valori offerti. Per principio consolidato non costituiscono reddito le spese anticipate dal lavoratore per conto del datore, né quelle rimborsate...

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