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Imposte e tasse 10 Dicembre 2018

Rimborsi in presenza di contenziosi, per coronarie forti


Da alcuni anni ormai il Fisco è in grado di conoscere una quantità di dati sui contribuenti prima inimmaginabili. L'uso di questi dati pone sul funzionario l'onere di procedere a valutazione critica selezionando le posizioni di rischio. L'esperienza dimostra, però, che il funzionario tende ad utilizzare questo nuovo potere dando eccessiva tutela alle ragioni del Fisco rispetto a quelle del contribuente a dispetto del principio di imparzialità cui dovrebbe attenersi. Esemplari i fatti descritti nella sentenza C.T.R. Lombardia 3023/14/2018. Il caso è abbastanza tipico, una società vanta un credito nei confronti del Fisco, ma l'Agenzia rifiuta di erogare il rimborso perché sono pendenti ricorsi contro avvisi di accertamento non definiti con sentenza passata in giudicato, sui quali il contribuente risulta finora vincente. In casi del genere il contribuente ha difficoltà a identificare la base giuridica che legittima, almeno in principio, questo comportamento del Fisco. Normalmente gli Uffici attribuiscono questo comportamento garantista a superiori direttive il cui mancato rispetto comporterebbe responsabilità contabili, giungendo a negare il rimborso persino per i crediti acquistati o derivanti da società in liquidazione. In realtà, se ci fossero dubbi sulla solvibilità del richiedente, l'Agenzia delle Entrate ha istruito gli uffici (“gli uffici possono”) ad...

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