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Imposte e tasse
06 Ottobre 2020
Rimborso dei costi di fideiussione se il prodotto era esente da accise
La Cassazione, con la sentenza n. 19272/2020, conferma che se è prevista l'esenzione dell'importazione, non può essere richiesta la prestazione di una garanzia: se questa già prestata, sussiste il diritto al rimborso.
Il regime delle accise delineato dal Testo Unico (D.Lgs. 504/1995), nonché i vari provvedimenti attuativi e di prassi emanati dall'Agenzia delle Dogane, prevede molto spesso la prestazione della garanzia per il soggetto tenuto al pagamento dell'accisa. La ratio di tale scelta normativa deriva certamente dall'importanza del tributo per le casse erariali; per tale motivo il Legislatore ha sempre inteso subordinare la concessione di licenze e autorizzazioni per i soggetti operanti nel settore, al fine di tutelarsi e garantire il pagamento dell'imposta in ogni circostanza. Ma se questa è la scelta legislativa, quantomeno in termini generali, la sua traduzione nella prassi non deve mai valicare i confini della necessità. Il caso oggetto della pronuncia ha tracciato la linea di demarcazione tra la necessità o meno di una garanzia fideiussoria; infatti, con la sentenza 16.09.2020, n. 19272, la Suprema Corte ha specificato che quando l'operazione finale è esente da imposta, non è dovuta alcuna garanzia fideiussoria.
Il caso aveva a oggetto l'istanza di rimborso degli oneri di fideiussione presentata da un contribuente, il quale aveva posto in essere alcune operazioni di importazione di olio vegetale, destinato all'utilizzo per produzione di energia elettrica: si deve segnalare che tale impiego dell'olio ne determina la non assoggettabilità ad accisa ai sensi della Direttiva 2003/96/CEE, secondo cui i...