Risulta quasi scontato a livello teorico che lo strumento migliore nel valutare la sostenibilità del debito, ma anche il presupposto di continuità aziendale, sia il budget: in particolare, come ampiamente proposto, un budget di cassa mensilizzato che permetta di valutare l'incidenza dei flussi finanziari in entrata e in uscita al fine di assicurarsi che nel periodo indagato la “coperta” non sia corta e che la società sia in grado di fronteggiare le proprie obbligazioni nei mesi a venire. Con questo strumento, quindi, l'imprenditore dovrebbe essere nelle condizioni di valutare se le entrate (molto spesso sperate) saranno in grado di fronteggiare le uscite previste (molto spesso certe). Tale contrapposizione però tra cosa è certo e cosa non lo è, getta ombre, a nostro giudizio non di poco conto, sull'efficacia che tale strumento potrà e dovrà avere nell'ottica di avviare un'eventuale procedura di composizione dello stato di crisi.
Quindi, sebbene a livello teorico tale strumento sia preferibile, non è detto che lo sia anche a livello pratico. Va infatti tenuto conto che per le imprese di minori dimensioni la redazione di documenti aventi natura previsionale presenta spesso una serie di criticità. In particolare, tali criticità da un lato si sostanziano nel rischio che l'imprenditore non possegga competenze adeguate per fornire una rappresentazione attendibile di...