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Imposte e tasse
30 Dicembre 2020
Rischio fiscale: modelli organizzativi 231 e adempimento collaborativo
L'adeguata gestione del rischio comporta l'adozione di un sistema di controllo per rilevare tempestivamente possibili condotte contrarie alle norme tributarie.
Il rischio fiscale è definibile quale “rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell'ordinamento tributario”. Con l'introduzione dei reati tributari tra quelli presupposto della responsabilità amministrativa degli enti collettivi, è cambiata la prospettiva di tale rischio; oltre alla persona fisica, adesso può essere chiamata a rispondere del reato tributario anche la persona giuridica, qualora si dimostri che il reato è stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio.
Ne consegue la necessità di aggiornare i modelli organizzativi 231 adottati. In merito, la Corte di Cassazione (Ufficio del Massimario e del Ruolo) nella Relazione sulla novella normativa del 9.01.2020, evidenzia che a seguito della riforma “le persone giuridiche che adottano un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 devono aggiornare i contenuti, al fine di implementare efficaci sistemi di gestione del rischio fiscale ed evitare la relativa sanzione. […] secondo la giurisprudenza di legittimità, compete al giudice di merito […] accertare l'esistenza di un modello organizzativo e di gestione conforme alle norme nonché la sua efficace attuazione o meno nell'ottica prevenzionale, prima della commissione del fatto”. In altri termini, un adeguato ed efficacemente attuato modello organizzativo 231 può...