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Società 14 Settembre 2022

Riscossione e preventiva escussione del patrimonio sociale

Per la riscossione di tributi, prima ci si rivolge alla società e soltanto qualora il patrimonio di questa sia incapiente ci si può rivolgere al socio.

La Cassazione riconosce pienamente al socio la possibilità di procedere a impugnare una cartella di pagamento a questo destinata e notificata, eccependo la violazione del beneficio di preventiva escussione del patrimonio della società, intesa quale principale debitore dell’Erario. Tuttavia, se non si riesce a recar prova della possibile capienza patrimoniale, l'applicazione della prescrizione normativa di carattere suppletivo contenuta nell’art. 2697 c.c. comporterà come conseguenza l’accoglimento o il respingimento del ricorso, in dipendenza del fatto che il rispettivo onere probatorio si considera gravare sul creditore o sul coobbligato sussidiario. L’argomento di cui si è fatto cenno è emerso in un brevissimo intervento contenuto nell’ordinanza 28.08.2022, n. 25368 della V Sezione Civile della Cassazione, distinguendo ulteriormente le ipotesi che si possono prospettare a seconda della natura giuridica del soggetto che risulta debitore principale nel rapporto oggetto di contesa. In particolare, qualora ci si trovi al cospetto di una società semplice (o irregolare), è previsto che gravi interamente sul socio l'onere di provare che il creditore può soddisfarsi in tutto o in parte sul patrimonio sociale. Nel caso in cui si tratti di una società in nome collettivo o in accomandita semplice, grava sull'Ente che risulta vantare il credito (Amministrazione Finanziaria,...

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