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Imposte e tasse 17 Giugno 2019

Risposta affermativa ai Bitcoin nel quadro RW


La circolazione dei Bitcoin e delle altre criptovalute sta ponendo l'Agenzia delle Entrate di fronte a uno scenario nuovo. Il Bitcoin è infatti una valuta priva di emittente e di consistenza fisica e, quindi, radicalmente difficile da inquadrare con i parametri tradizionali. Una delle questioni che avvolgono le valute virtuali riguarda l'applicazione del monitoraggio attraverso l'esposizione nel Quadro RW. Come è noto il modulo, allegato alla dichiarazione dei redditi, deve essere compilato dalle persone fisiche che detengono investimenti all'estero oppure attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. Per rispondere al tema sollevato si può partire dal fondo e domandarsi se le criptovalute, che non producono interessi, sono suscettibili di produrre altre forme di redditi imponibili e, in particolare, plusvalenze fiscalmente rilevanti. Inizialmente l'Agenzia (risoluzione 2.09.2016, n. 72/E) aveva ritenuto mancante la finalità speculativa delle operazioni a pronti, lasciando quindi intendere che il trading di criptovalute non producesse redditi imponibili in Italia e, quindi, nemmeno oneri ai fini del reporting antiriciclaggio (Quadro RW). Sul punto l'Agenzia ha, poi, fornito indicazioni diverse (interpello 956-39/2018 non pubblico) definendo il Bitcoin come moneta “virtuale” alternativa a quella tradizionale, la cui circolazione si fonda su un principio di...

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