La Manovra finanziaria per il 2026 ridisegna profondamente il panorama degli incentivi fiscali, sancendo il ritorno di uno degli strumenti più apprezzati dal tessuto produttivo nazionale: l’iperammortamento. Questa misura, dopo aver lasciato spazio ai regimi "Transizione 4.0" e "5.0", non rappresenta un semplice ritorno al passato ma una sua evoluzione, finalizzata ad accelerare la digitalizzazione e la transizione ecologica attraverso una drastica riduzione dell’imponibile fiscale. Con un gettito previsto pari a 2,5 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, il Governo punta a sostenere in modo massiccio l’acquisizione di beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati.Il beneficio si rivolge a una platea vastissima: tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, a prescindere dalla forma giuridica o dal settore di appartenenza, purché le strutture produttive siano ubicate nel territorio dello Stato. Restano escluse solo le imprese in stato di crisi (liquidazione, fallimento) o quelle colpite da sanzioni interdittive. Un requisito fondamentale per la spettanza dell'agevolazione rimane il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro e il corretto versamento dei contributi previdenziali (DURC regolare).L’agevolazione sostiene 2 macrocategorie di investimento distinte, ma complementari:- tecnologie 4.0, che include beni materiali (macchine utensili, robot, magazzini automatizzati) e immateriali (software di gestione, piattaforme IoT, cybersecurity)...