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Imposte e tasse 13 Ottobre 2020

Rivalutazione 2020, valutazione di convenienza

Versamento del 3% sul maggior valore attribuito: questo il costo della misura introdotta dall'art. 110 D.L. 104/2020.

Grazie all'aliquota calmierata del 3%, la rivalutazione 2020 può presentare profili di convenienza per coloro che hanno rilevanti beni materiali e immateriali a bilancio al 31.12.2019. Nel 2020 la rivalutazione di beni materiali e immateriali, nonché di partecipazioni in società controllate e collegate (iscritte tra le immobilizzazioni) è stata introdotta dall'art. 110, D.L. 104/2020 e opera sul bilancio 2020, quindi a partire dal 2021. I soggetti che producono reddito d'impresa possono rivalutare i beni risultanti nel bilancio 2019. La peculiarità di quest'anno è che la rivalutazione può essere effettuata sui singoli beni e non necessariamente per categorie omogenee e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa. Il maggiore valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può avere anche riconoscimento fiscale (ma è possibile optare per una rivalutazione soltanto civilistica) pagando un'imposta sostitutiva del 3% da versare in massimo 3 rate annuali, entro la scadenza del saldo delle imposte 2020, 2021 e 2022: pertanto, salvo proroghe: 30.06.2021; 30.06.2022; e 30.06.2023. Esempio - Si ipotizzi un'attrezzatura con aliquota d'ammortamento 25% del costo storico di 50.000 euro e fondo di pari importo (completamente ammortizzata). Tale attrezzatura viene rivalutata di 30.000 euro, quindi, passa a 80.000 euro tra le attività e in contro partita 30.000...

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