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Imposte e tasse 09 Maggio 2022

Rivalutazione dei beni d’impresa: un caso particolare

La rivalutazione dei beni d’impresa prevede specifiche regole per determinare l’importo massimo iscrivibile: un caso particolare riguarda il limite economico alla rivalutazione dei beni con valore fiscale superiore al valore contabile.

Con l’interpello 28.04.2022, n. 230, sono state chiarite le modalità di rivalutazione ex art. 110 D.L. 104/2020, dei beni immobili già oggetto di rivalutazione ai sensi dell’art. 1, L. 266/2005. Nell’istanza si precisa di avere effettuato uno storno parziale dei fondi di ammortamento, in modo da iscrivere i beni nel bilancio al 31.12.2020 a valori netti pari a quelli determinati da un perito. Considerato che i medesimi beni erano stati rivalutati nel bilancio relativo all’esercizio 2005 (rivalutazione che prevedeva il riconoscimento fiscale dei maggiori valori a decorrere dal 3° esercizio successivo a quello con riferimento al quale è stata eseguita), a seguito della rivalutazione nel bilancio 2020 il valore fiscale dei beni risulta più alto rispetto al valore netto di bilancio. La differenza, come prima della rivalutazione, è pari all’importo degli ammortamenti non dedotti nel triennio 2005-2007. Ebbene, ai fini della disciplina di cui all’art. 110 del D.L. 104/2020, la circostanza che il valore fiscale dei beni superi il correlato valore contabile non è ostativa, in linea di principio, all’operazione in esame. In tali casi, conformemente alla prima soluzione contenuta nel paragrafo 1.4 della circolare n. 57/E/2001, occorrerà corrispondere l’imposta sostitutiva sull’intero importo della rivalutazione, senza escludere la differenza tra maggior valore fiscale e minor...

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