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Società 20 Novembre 2020

Road map dell'imprenditore indebitato nel riscritto Codice della crisi

La via da seguire che secondo la riforma della legge fallimentare consentirà di prevenire il dissesto.

Il nuovo Codice della Crisi che entrerà in vigore a settembre 2021 prevede novità per gli imprenditori e in particolare 3 aspetti di tutto rilievo: doveri dell'imprenditore, strumenti di allerta e iter di soluzione alla crisi. Con riferimento ai doveri dell'imprenditore, l'art. 3, D.Lgs. 12.01.2019, n. 14 prevede per l'imprenditore individuale l'adozione di misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi (che l'art. 2 definisce come lo stato di squilibrio economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza o l'inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni) e per l'imprenditore collettivo la necessità di adottare un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell'art. 2086 C.C. Riguardo agli strumenti di allerta, la norma prevede per la prima volta in Italia l'obbligo di segnalazione da parte di “creditori pubblici qualificati” all'Organismo di composizione della crisi d'impresa (OCRI), che verrà istituito presso le Camere di Commercio; in pratica l'Agenzia delle Entrate, l'Inps e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione avranno obbligo di segnalare gli imprenditori che superano determinati livelli di debito, di seguito indicati: - Agenzia delle Entrate: quando il debito Iva scaduto e non versato (risultante dalla comunicazione della liquidazione periodica) è pari a: • 100.000 euro, per volume d’affari fino...

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