Economisti e accademici del mondo anglosassone hanno ipotizzato che già nel prossimo decennio l’utilizzo di interconnessioni, macchine adattive e di auto-apprendimento, dispositivi e programmi avanzati porterà a una drammatica riduzione della forza lavoro in quasi tutti i settori di produzione e dei servizi. Attualmente, i robot non sostituiscono l’uomo solamente nelle tradizionali mansioni degli operai, rimpiazzate dalle macchine sin dall’inizio della rivoluzione industriale, ma sono altresì in grado di svolgere numerosi compiti cognitivi. Infatti, a causa di questa nuova ondata tecnologica, i robot sono già in grado di compiere alcune funzioni proprie delle libere professioni:
assistere a interventi chirurgici;
prendere decisioni di digital marketing;
sottoscrivere polizze assicurative;
analizzare dati finanziari.
Di conseguenza, a causa del progressivo avanzamento della quarta rivoluzione industriale, l’effetto surrogatorio di queste nuove tecnologie potrà solo che incrementare. Mentre alcuni studiosi sostengono che ciò si tradurrà in una perdita netta di posti di lavoro per i lavoratori dipendenti nel lungo periodo e in una possibile emersione di nuove opportunità di lavoro compensatrici la perdita dei tradizionali posti di lavoro, altri ritengono che l’effetto a breve termine di questo sviluppo sarà una perturbazione del mercato del lavoro.
Un recente studio ha rilevato...