La riforma fiscale prevede una graduale transizione verso la flat tax, con priorità per iniziative di razionalizzazione e semplificazione dell’Irpef a 360 gradi.
L'art. 5 L. 111/2023 (legge delega di riforma fiscale) è interamente dedicato alla revisione dei principi e dei criteri guida riguardanti l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).
È noto che l’esecutivo pone al centro dei suoi obiettivi di politica fiscale il passaggio a un sistema più esteso di flat tax. Si tratta di un argomento ampiamente dibattuto, anche in ambito internazionale dove pochi Paesi lo hanno adottato, quantomeno nella sua forma più radicale, e fortemente contrastato da una parte delle forze politiche. La versione italiana si baserebbe su un sistema ad aliquota unica, ridotta rispetto alle aliquote medie vigenti, e garantirebbe il dettame costituzionale della progressività attraverso un meccanismo articolato di deduzioni fiscali legato al reddito.
Nel corso dell’analisi parlamentare la riforma si è orientata verso un approccio graduale, abbandonando la cd. flat tax incrementale per i dipendenti a favore di un’aliquota agevolata su straordinari e tredicesime. Il testo approvato punta a una riduzione dell'Irpef, rispettando il principio di progressività e tendendo in prospettiva verso un'aliquota unica. Le numerose agevolazioni fiscali subiranno un riordino salvaguardando quelle che tengono conto della composizione del nucleo familiare, della protezione della casa, della salute e dell'istruzione e della previdenza complementare.
Si perseguirà...